La Chiesa

Chiesa Madonna delle Grazie

L’intero complesso architettonico e pittorico è stato realizzato da valenti ed affermati artisti del territorio, tra la fine dell’ Ottocento ed i primi del Novecento. La chiesa, sorta sui ruderi dell’ antica basilica costantiniana, con l’ annesso convento francescano, fu edificata in stile neo-romanico su disegno dell’architetto sammaritano Nicola Parisi.

Gianmaria Palumbo
Ideatore della chiesa e dell’ annesso convento fu Padre Giammaria Palumbo, superiore dei frati minori del tempo. Concepì subito l’idea di costruire un artistico tempio con annesso convento; idea che realizzò con l’aiuto di generosi benefattori, tra cui Carmela Fossataro e Cristina Mesolella, servendosi dei migliori artisti locali del tempo. Morì il 12 ottobre 1947, compianto da tutto il popolo sammaritano. I suoi resti mortali riposano nel tempio da lui edificato in un artistico monumento sepolcrale fatto erigere, a perenne ricordo, dai cittadini sammaritani.

La chiesa larga dieci metri e lunga circa ventuno, compreso l’ abside, presenta un’ unica navata, nella quale è inglobata l’ antica cappella con l’ affresco della Madonna delle Grazie. Il visitatore entrando in chiesa viene subito colpito dal bellezza del tempio, e nel contemplare le decorazioni e le volte architettoniche il suo pensiero corre ad Assisi, alla Porziuncola di S.Maria degli Angeli ed alla Basilica Superiore di San Francesco.
Difatti, l’affresco situato nella lunetta che sovrasta l’ arco absidale, raffigurante la scena dell’ Indulgenza della Porziuncola, riproduce, quasi, identico, il dipinto sulla facciatina della chiesetta della Porziuncola, eseguito da F. Overbeck nel 1829, che raffigura Francesco genuflesso ai piedi della Vergine che ottiene l’ Indulgenza del Perdono di Assisi.

In entrambe le opere, vediamo, in alto al centro, in un alone di luce, la figura del Cristo e la Vergine alla sua sinistra; identico l’ atteggiamento di Maria che, a mani giunte, invoca dal Figlio la Grazia del Perdono; differente l’ atteggiamento di Gesù il quale, nel nostro, benedice con la destra, mentre in quello di Assisi, è con le braccia allargate in segno di approvazione. Elementi ancora comuni sono l’ altare, le nuvole sulle quali sono assisi, sia il Cristo che la Vergine; i gradini cosparsi di fiori e la figura di Francesco, che nell’ affresco della Porziuncola è rappresentato con le braccia innalzate verso l’ alto, nel nostro dipinto è genuflesso ed ha il volto chino su un fascio di fiori e le mani allargate verso il basso. Inoltre a sinistra, alla Porziuncola, figurano su alcuni scalini, figure di frati, diversamente, da noi, compaiono, sempre su scalini, fiori ed i nomi dei due autori con la data di realizzazione dell’ opera “ARNERI E GIAMETTI 1912”.

Baldacchino
Un altro elemento importante che richiamava la chiesina della Porziuncola era il baldacchino in marmo sovrastante l’ altare addossato alla parete del presbiterio, che riproduceva, in maniera stilizzata la Porziuncola stessa. Fu smantellato, purtroppo, in nome della riforma liturgica, erroneamente interpretata e applicata, con cattivo gusto, nella seconda metà del 1969.
Altare Maggiore
Altare Maggiore
Furono distrutte anche bellissime decorazioni di disegni geometrici e una serie di angeli, recanti simboli dell’ Eucaristia. Sull’ intera parete absidale prese posto un’ opera a tempera del M.° Augusto Orange, raffigurante la storia della salvezza. Pertanto, durante i lavori di restauro del 1998 eseguiti in seguito ai danni che la chiesa subì durante il terremoto del 1980, il dipinto fu gravemente danneggiato da ignoti, per cui tutta la parete venne tinta così come è nello stato attuale.
Gli artisti Arneri e Giametti sono autori anche dei dodici medaglioni con busti di santi e beati francescani che decorano l’ archivolto dell’ abside.
Partendo da sinistra abbiamo San Daniele Martire,San Pierbattista Martire, Beato Corrado da Offida, San Bonaventura Dottore, San Giacomo della Marca, San Pietro Regalato, San Francesco Solano, San Bernardino da Siena, San Ludovico da Tolosa, San Giovanni da Capestrano, San Leonardo da Porto Maurizio, Sant’ Egidio M. di San Giuseppe.
Sulle pareti della chiesa vi sono le 14 stazioni della Via Crucis, stampe in cornici ovali di legno, sotto le quali sono affissi 14 candelabri a due bracci in bronzo decorati con foglie e gemme e sormontati da boccioli e piattello. Sulle stesse pareti vi sono 12 croci in bronzo della consacrazione, 6 a destra e 6 a sinistra avanti alle quali sono posti 12 candelabri. La Via Crucis originale nel XVIll sec. donata a P. Giammaria dal guardiano di S. Lucia al Monte fu rubata da ignoti nel 1984.

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Tratto da "La Chiesa ed il Convento della Madonna delle Grazie in S. Maria Capua Vetere" di P. Berardo Buonanno.
Centro culturale Francescano
Mondragone 1999